Fake marketing: non è tutto non convenzionale ciò che luccica! | Marketing Non Convenzionale - Ninja Marketing
Sono quasi sveglio è mattina
Mid-Week Top Ten
1. Neutral Milk Hotel - Two Headed Boy
2. Beck - Pay No Mind
3. Pavement - Spit on A Stranger
4. Piero Ciampi - Adius
5. Bonnie "Prince" Billy - Cursed Sleep
6. Iggy Pop - Lust For Life
7. Roxy Music - Virginia Plain
8. Lali Puna - Faking The Books
9. Patti Smith Group - Horses
10. Neil Young - Old Man
Mid-week Top Ten
1. Marvin Gaye - I Heard it to the Grapevine
2. Settlefish - The Boy and the Light
3. Scout Niblett feat. Bonnie "Prince" Billy - Kiss
4. Tom Waits - Going Out West
5. Luigi Tenco - Vedrai Vedrai
6. The Specials - Ghost Town
7. Eagles of Death Metal - I Want You So Hard
8. Yacht - I Luv a Computer
9. Mogwai - Batcat
10. The B 52's - Rock Lobster
William Hope: L'uomo che fotografava gli spiriti
Da un pò di tempo a questa parte il servizio di photosharing Flickr ha messo a disposizione, grazie ad alcuni grandi archivi fotografici, qualche migliaio di vecchie immagini nella sezione "The Commons".
Fra queste spiccano a mio parere le immaggini del presunto fotografo di spiriti William Hope.
William Hope era un fotografo dell'inizio del secolo a capo del gruppo The Crewe Circle, dedito allo spiritualismo.
Da subito controverse le sue immagini sono arrivate fino a noi. Ed anche se poi è come stato dimostrato nel 1922 da Harry Price queste foto non sono che abili trucchi in fatto di manipolazione fotografica, rimane comunque un fascino intatto e misterioso dietro queste fotografie di inizio secolo scorso.
I mille volti di Adolf Hitler in rete
Dopo Gesù Cristo è la volta dell'anticristo, del male assoluto, del 666, anche lui come tanti personaggi storici, buoni o cattivi che essi siano, sbeffeggiati, photoscioppati, bloggati, tutto il meglio delle immagini in rete su Adolf Hitler.
Calcio in culo, cazzo in culo
Solo una vecchia Polaroid, un pacchetto di sigarette, Camel, lasciato a terra a marcire, una carta di Fruit Joy. Jeany gli diede un calcio. La cartaccia rimase lì dov'era. Da 4 mesi aveva avuto il coraggio di iscriversi a “Studio 69.org”, una sorta di social network per uomini in cerca di altri uomini. Le regole erano semplici, pagavi 5 euro, mettevi la tua foto sul profilo, rigorosamente senza testa e nudo. Pisello in erezione. Come secondo step dovevi riempire il form con il tuo luogo di provenienza e cosa ti sarebbe piaciuto fare e farti fare. Jeany aveva messo che era alla ricerca di uomini sposati e che avrebbe voluto fare un bocchino e farsi penetrare. Melly40 era in ritardo di 20 minuti. Jeany iniziava a dubitare che magari questo Melly40 non esistesse nemmeno. Gli era già successo qualche volta. Magari era solo un qualche ragazzetto coglione che aveva voglia di cazzeggiare. Dalla foto sul profilo le uniche cose che aveva capito è che più o meno aveva il cazzo di 17-18 cm, che aveva un tribale tutto attorno alla coscia destra ed una cravatta a pois bianchi su sfondo nero. I minuti di ritardo ora erano 30. Jeany si sedette sul calcio in culo. Gli venne da ridere a pensare al calcio in culo. “Calcio in culo, cazzo in culo”. E gli venne da ridere nel pensare alle vecchie giostre nel parco municipale. Era stato quel luogo, suggerito da Melly40 a fargli accettare l'incontro. Ora erano le due del pomeriggio e non c'era nessuno in giro. All'una aveva staccato da lavoro. Lavoro part time. Azienda edile. Stava iniziando a spazientirsi. E anche l'eccitazione iniziava a scemare. C'era un vecchio con un cappello da baseball e due Yorkshire. Uno era legato al guinzaglio. Il maschio, la femmina invece no. Erano vecchi anche i cani, si vedeva. Si alzò un po' di vento. Le mani di Jeany iniziavano a screpolarsi, estrasse dalla tasca un po' di crema. Le 2 e 40, e si rammaricò di non aver chiesto di scambiarsi i numeri di telefono. Forse non lo fece per paura di intimidirlo. Molti a questa richiesta lo facevano e scomparivano dalla circolazione, d'altronde era una città piccola e si sa che essere froci non è il massimo della vita. Soprattutto se sposati e con figli. Meglio viverla in clandestinità la propria omosessualità. Tanti gli avevano confessato di non sentirsi né omosessuali e tanto meno bisessuali e sicuramente ciò non dipendeva dalla sua androginità. Dipendeva dalla loro noia e repressione. Ma a Jeany piaceva far godere questo tipo di uomini. Lo maltrattavano quasi e a lui piaceva, non era un periodo in cui voleva essere amato e da che si ricordava non lo aveva mai voluto. Anche se un po' invidiava quelli che ci riuscivano. Marco e Simone vivevano insieme da due anni, erano felici. Che noia la vita di coppia, pensava ogni volta che andava a cena a casa loro, così come quando andava a casa della sorella e del marito. Si mise una mano in tasca e iniziò a toccarsi l'uccello. Avrebbe aspettato solo altri 10 minuti. Poi basta, sarebbe tornato a casa. Ma in fondo aveva troppa voglia di scopare. Una sega non sarebbe stata la stessa cosa. Però se Melly40 non fosse arrivato entro 10 minuti, avrebbe messo la chiavetta internet della vodafone nel PC, sarebbe andato su Studio69.org e avrebbe cercato un altro pisello per la serata. Con il cazzo più grosso di quello di Melly40. Stava già iniziando a togliersi il maglione rosso con cui aveva detto che si sarebbe fatto riconoscere, che una mano gli accarezzò i capelli lisci e ben stirati e una voce roca gli sussurrò nell'orecchio: “Sei bellissimo.”












